Infortuni della spalla in palestra

Quali sono i traumi e gli infortuni alla spalla in palestra

Abbiamo già analizzato quali possano essere eventuali traumi muscolari in palestra (clicca qui per leggere) e traumi ossei (clicca qui) che possono succedere . Ci concentriamo adesso sulla spalla e analizzeremo quali siano gli infortuni alla spalla accadono in allenamento.

Brevi cenni anatomici

La spalla è un’articolazione tanto affascinante quanto complessa del corpo umano: quando la si studia dal punto di vista anatomico è sicuramente una di quelle che si studia più volentieri; quando, in palestra o in riabilitazione, si trattano i movimenti e gli infortuni della spalla, è il momento in cui viene fuori tutta la sua delicatezza. E’ composta da 3 articolazioni VERE e 2 articolazioni FALSE. Perché false? Perché sono “composte” da ossa appoggiate su altre che eseguono movimenti su un piano di scorrimento (sono: la scapolo-toracica, con la scapola che “scorre” sulle coste, e la sottodeltoidea, costituita da un piano di scorrimento tra la superficie profonda del deltoide e la cuffia dei rotatori).

Le articolazioni vere sono:

  • la gleno-omerale;
  • l’acromion-claveare;
  • la sterno-claveare.

Il cingolo scapolare (clavicola+scapola) connette l’arto superiore con lo scheletro assile, ovvero con la parte centrale dello scheletro.

Tra le ossa più importanti troviamo l’omero (l’osso del braccio), la clavicola e la scapola. La parte posteriore della scapola è il famoso acromion, che si attacca sulla clavicola tramite l’articolazione acromion-claveare.

Le strutture che vengono maggiormente colpite dai traumi sono:

  • la borsa sub acromiale: la borsa è un piccolo sacco ripieno di liquido all’interno di un’articolazione. Si trova tra il muscolo sovraspinato, il muscolo deltoide e l’acromion;
  • la cuffia dei rotatori: un complesso muscolo-tendineo costituito dall’insieme di quattro muscoli e dai rispettivi tendini (sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo) che serve a stabilizzare la spalla impedendo la lussazione;
  • capsula gleno-omerale: la capsula è un manicotto di tessuto connettivo che riveste l’articolazione.

Fatta questa analisi preliminare, affronteremo insieme quali possono essere gli infortuni alla spalla, o il “dolore” alla spalla che possiamo riscontrare in palestra

Diciamoci subito che, in attività con sovraccarichi e pesi, c’è molta più probabilità di infortunarsi alla spalla; anche i sedentari, però, dovrebbero porci attenzione. Quali sono le possibili cause di infortunio alla spalla?

  • Alterazioni posturali (ipercifosi -> “la gobba” su tutte)
  • Meccanica fisiologica bloccata (rigidità e/o instabilità gleno-omerale, scapola disallineata)
  • Carico eccessivo
  • Esecuzione pessima degli esercizi
  • Movimenti innaturali con sovraccarico
  • Età

INFORTUNI ALLA SPALLA PIU’ COMUNI

Impingement sub-acromiale

Di sicuro tutti avremo sentito parlare del famoso Impingement sub-acromiale. Cosa è? Semplicemente una malfunzione della cuffia dei rotatori che porta a una diminuzione dello spazio sub-acromiale, e quindi fa sì che i tendini e/o la borsa vadano a toccare l’acromion.

Entriamo un attimo nel dettaglio tecnico: la cuffia dei rotatori ha la funzione di deprimere (abbassare) l’omero e se la sua azione viene a mancare o diminuisce, la testa dell’omero risalirà e creerà questa patologia.

Esiste anche il caso in cui questa patologia sia legata alla genetica del soggetto e alla morfologia del suo acromion, ma non tratteremo qui questo aspetto.

Tra gli esercizi più sotto accusa per questo tipo di patologia troviamo le alzate laterali e le tirate al mento (o, più correttamente, al petto). Alcuni test servono per provocare e individuare il conflitto.

Prima si ristabilisce il corretto spazio acromiale, poi si potenzia tutta la muscolatura della spalla, tranne il deltoide inizialmente. Si dovrà intervenire anche su gran dorsale e gran pettorale e poi infine sul deltoide.

Ci sono modi per evitare che avvenga questo impingement? Di certo, una corretta esecuzione degli esercizi con un carico adeguato, porta a una diminuzione del rischio di infortunio. Prima – magari – anche un adeguato riscaldamento e degli esercizi specifici di mobilità possono evitare la genesi di questo infortunio alla spalla, che crea dolore e limitazione.

Per correttezza di informazioni, comunque, nel campo riabilitativo e pre-infortunistico sono state elencate 10 possibili cause dell’impingement sub-acromiale. Motivo per cui, se non ne siete sicuri al 100%, non date diagnosi al cliente o a voi stessi, ma rivolgetevi ad uno specialista. Per dirne una, se il dolore avviene in abduzione – ovvero quando sollevo il braccio lateralmente – sotto i 60°, difficilmente è un impingement.

Impingement subacromiale. Copyright @fullfunctionrehab.com

Tendinopatia della cuffia dei rotatori (CDR)

L’80% dei dolori alla spalla è rappresentato dalla tendinopatia della Cuffia Dei Rotatori (CDR). In particolare, vengono colpiti alcuni muscoli come il sovraspinato, l’infraspinato e il capo lungo del bicipite brachiale.

  • Il muscolo sovraspinato partecipa alla abduzione dell’omero
  • L’infraspinato extraruota l’omero
  • Il capo lungo del bicipite brachiale flette la spalla

E’ una patologia di tipo infiammatorio e degenerativa dei capi articolari. La patologia tendinea alla CDR ha origine multi-fattoriale e alcune cause possono essere legate alla cattiva esecuzione degli esercizi in palestra. Questi, dapprima causano una degenerazione o lesione (parziale o totale), fino ad arrivare alla rottura.

Ciò avviene perché la testa dell’omero è 3 volte più grande della cavità glenoidea, ovvero dove essa si inserisce sulla spalla, rendendola quindi ipermobile. I vari fasci muscolari, equilibrati tra loro, assicurano la sincronia del movimento e il mantenimento di un corretto asse di rotazione, oltre a una buona distribuzione delle forze alle strutture passive.

Attenzione però: equilibrio delle forze non vuol dire parità di forze. La forza degli intrarotatori della spalla è DOPPIA rispetto a quella degli extrarotatori.

Il riposo assoluto, come il sovraccarico eccessivo, sono deleteri in caso di tendinopatie; si lavora con sovraccarichi progressivi fino alla rieducazione del movimento della parte lesionata.

Tendinopatia calcifica della spalla. Copyright @ortopediadeigiudici.it


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Lussazioni

Negli infortuni alla spalla, le lussazioni sono causate dal fatto che la spalla – come abbiamo visto – è una sorta di falsa articolazione data la sua ipermobilità e la sua delicatezza nei confronti dei traumi.

La lussazione acromion-claveare, ad esempio, è spesso causata da una caduta con braccio iperesteso. In forma grave si presenta con la modalità “tasto di pianoforte”: i legamenti tra acromion e clavicola si danneggiano, i due capi articolari si distanziano e, se si esercita una pressione sulla clavicola, essa tenderà a molleggiare come un tasto di pianoforte.

La lussazione gleno-omerale avviene quando la testa dell’omero fuoriesce in modo parziale o totale dalla cavità glenoidea. E’ molto legata a soggetti che presentano un importante grado di instabilità.

ATTENZIONE: INSTABILITA’ NON VUOL DIRE LASSITA’

  • instabilità: condizione patologica associata al dolore, in cui si presenta mancanza di stabilità
  • lassità: eccessiva traslazione di un segmento osseo sull’altro, senza causare dolore.

La spalla è un’articolazione tendenzialmente LASSA, per cui necessità di un giusto equilibrio tra mobilità, forza e controllo.

Lesioni nervose

La grande mobilità della spalla e la sua collocazione anatomica la rendono particolarmente sensibile alle lesioni nervose. Il nervo si danneggia in seguito a compressione, allungamento e/o a diminuzione dell’apporto di ossigeno.

La lesione insorge su un’azione diretta protratta e ripetuta. Inoltre, un’eccessiva ipertrofia muscolare può determinare compressioni dove il nervo ha già poco spazio per passare.

Il plesso brachiale, infatti, può essere compresso nelle strettoie in corrispondenza dei muscoli scaleni, della clavicola e del piccolo pettorale. Il risultato è la sindrome dello stretto toracico superiore.

Questa si manifesta in diverse forme tra cui intorpidimento e formicolii, sensazioni di gelo, debolezza degli arti superiori, ecc.

La diagnostica è quella per immagini, il trattamento è di tipo conservativo o chirurgico.

PREVENZIONE INFORTUNI ALLA SPALLA

Al di là di quelle che possono essere cause congenite, morfologiche o prettamente posturali, tutti i vari infortuni alla spalla visti sopra possono essere evitati oppure si può comunque abbassare la soglia di rischio degli stessi.

Quello che vi consiglio di fare è di curare sempre la mobilità articolare con esercizi specifici, che inserirei nel pre allenamento. Ricordiamoci che la spalla interviene in modo importante quando si allena il petto e anche in esercizi di trazione, per cui non trascurerei mai questo distretto.

Passare sempre attraverso un riscaldamento graduale del muscolo che si va ad allenare: se devo fare panca, sdraiarsi, caricare il peso allenante e cominciare a spingere, non la vedo una buona idea.

Un ideale riscaldamento (non la corsa, totalmente inutile come riscaldamento quando si lavora coi pesi) prevede delle serie di 3/4 ripetizioni a carico crescente partendo dal 50% del carico allenante e poi salendo fino a quello allenante (non fate i furbi: queste serie NON contano come allenamento!!!! 🙂 )

Anche a fine allenamento, porre l’attenzione sulla mobilità articolare.

Lussazione di spalla. Copyright@physiostudio.net

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Conclusioni

Curare gli infortuni alla spalla non è così facile come si crede: la sua delicatezza anatomica e il coinvolgimento di diverse strutture, rendono il lavoro lungo e di “fioretto”. Da parte sua, il cliente ne risente a livello psicologico per il fatto che è fortemente debilitante come dolore, e anche perché si manifesta durante le ore del sonno.

Un’ultima considerazione, che fa da apripista a quello che sarà uno dei prossimi articoli: quando abbiamo dolore in una zona, non pensiamo che la causa possa essere in quella zona. Il corpo umano è un insieme di strutture unite tra loro, e ognuna di esse influenza le altre.

Magari il dolore è localizzato in una zona, ma deriva da tutt’altra parte…




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Davide Chiuchiarelli

Personal Trainer per vocazione, appassionato di sport da combattimento e bodybuilding, trovo la mia vocazione nella pre infortunistica e nella riabilitazione. Docente e formatore di EMS Training (qualifica europea EQF8), spazio dalla preparazione atletica alla consulenza formativa per studi di personal training.